Intervista col vampiro
«Anne Rice comincia là dove Bram Stoker e i suoi vampiri si sono fermati e dà vita a un thriller formidabile che raggiunge il cuore del mito e ci affascina.». Così il Chicago Tribune presenta il libro di Anne Rice “Intervista col Vampiro”, primo di una delle saghe narrative di maggior successo mondiale degli ultimi anni: “Le cronache dei Vampiri” (Intervista col vampiro, Scelti dalle tenebre, La Regina dei Dannati, Il ladro di corpi).
Con il suo capolavoro, edito nel lontano 1976, Anne Rice riesce a plasmare e a rimodellare il mito notturno del vampiro, mortificato e banalizzato dai tantissimi lungometraggi e dalla florida letteratura noir del ‘900.
La trasposizione cinematografica del 1994 di quello che si potrebbe definire il primo capitolo della saga, “Intervista col vampiro”, segue fedelmente e scrupolosamente le linee narrative tracciate dalla Rice: il vampiro diventa una figura sensibile e contemporaneamente oscura, con insicurezze e paure, abbandonato nel silenzio della notte, vittima e carnefice del suo destino. Lestat de Lioncourt, il protagonista, incarna il desiderio umano di immortalità divenuto reale, la vita eterna conquistata a caro prezzo, diviene il pretesto per approfondire i labirinti infiniti costituiti dai mali, dalle paure e dalle angosce, un turbine che s’imbatte ed affronta gli aspetti più nascosti ed inquietanti della sessualità umana.
Inizia nel 1791 il racconto di Louis de Point du Lac (ideale scrittore di un libro e, nel film, narratore delle vicende), anno in cui alcune disgrazie gli avevano fatto maturare la consapevolezza di voler dare una svolta drammatica alla sua vita. Interferisce sul suo cammino un giovane bello e ricco che gli propone un potere e un’idea che da sempre l’uomo ha disperatamente rincorso: l’immortalità.
Uno studio sullo stato della mente, sulle angosce e le paure degli ultimi secoli. Il film lascia trasparire la difficoltà delle relazioni “umane", l’indifferenza e il cinismo partorito dalla mente disperata di chi vive estremamente la solitudine e impara a dover subire le angosce dello scorrere inesorabile del tempo. La piccola Claudia, figura infantile ma negli anni dotata di una straordinaria personalità in bilico tra quella di Lestat e di Louis, non rappresenta soltanto la compagnia metaforicamente cercata e l’amicizia che si trasforma in una sorta di amore, ma anche l’inconsapevolezza delle scelte, l’impulsività e il terrore di dover vivere in un corpo, in un’essenza, che non ci appartiene. E’ così che il racconto di Louis si allontana drasticamente dalla mera narrazione delle vicende di vita di un vampiro divenendo, semplicemente, la storia di un uomo cui l’odiato “potere” vampirico regalatogli da Lestat non è altro che la possibilità di maturare e analizzare lentamente la coscienza dell'animo umano grazie all’analisi portata a fondo della propria conoscenza e del proprio io. Il vampiro si discosta dall’umano più per la profonda saggezza che per le abitudini, o, meglio, le necessità sanguinarie che la vita gli impone.
Il cinismo di Lestat, che segna una sostanziale differenza con l’animo puro e gentile di Louis, nasce forse dalla maggior consapevolezza di quanto possa valere la sua immortalità, incarnando il tramite tra la vita umana e la risposta agli interrogativi e ai perché che ci pone l’esistenza.
Malgrado le numerose nominations internazionali (sia agli Oscar che ai Golden Globe), al capolavoro diretto da Neil Jordan furno conferiti soltanto due premi meno prestigiosi (l’MTV Award per l’interpretazione di Kristen Dunst e il Premio Blockbuster a Tom Cruise come miglior attore di un film thriller/horror), sfiorando inoltre il premio come “peggior coppia”, quella formata da Brad Pitt e Tom Cruise (andato poi a Stallone e Sharon Stone). Rimane uno dei più grandi successi del genere con un incasso di oltre 230 milioni di dollari.
Breve trama
Il disilluso vampiro Lestat cerca disperatamente in giro per il mondo una compagnia sicura per riempire la sua profonda solitudine. A New Orleans, nel 1791, un giovane uomo disperato, di nome Louis, risponde finalmente al suo richiamo. Dopo aver perduto la propria moglie e la figlia, il fragile Louis ha una speranza: diventare distruttivo e immortale e, contemporaneamente distruggere se stesso. Lestat raggira il giovane con promesse sulla bellezza dell'immortalità e sull'eterna giovinezza e infine lo rende il suo compagno per l'eternità. Ma i problemi di Louis iniziano subito a palesarsi: a differenza di Lestat, egli non riesce a godere togliendo la vita alle persone e, anzi, è tormentato da quel modo di vivere che gli impone di uccidere per poter vivere. Il rapporto tra i due si va sempre più incrinando: Louis decide di nutrirsi soltanto del sangue di ratti e topi e di cercare risposte alle innumerevoli domande sul vampirismo cui Lestat non può o non vuole dare risposte: da dove vengono, come si sono generati e quale è il loro scopo. Con il tempo, Lestat si rende conto che Louis non sta vivendo bene la sua condizione e soprattutto che non rappresenta quel compagno che sperava potesse essere. Così decide di "creare" una compagna per Louis, ma questa decisione rappresenta più una punizione che un regalo: Lestat inizia una piccola orfana di 6 anni, Claudia, salvata da una sicura morte. Il trio sembra avviarsi verso una piacevole convivenza, ma Lestat non aveva considerato che, mentre Claudia sarebbe cresciuta il suo corpo avrebbe per sempre conservato le sembianze della bambina di 6 anni. Claudia inizia ad odiare Lestat e, alleatasi con l'amato Louis, si scaglia ferocemente contro Lestat avvelenandolo. I due scappano poi a Parigi, dove riescono a trovare, grazie all'intervento di Armand, alcune delle risposte che Louis stava cercando.
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